Essere un buon leader riconoscendo le microespressioni facciali
Paul Ekman. E’ stato lui il pioniere di questa “materia”.
L’autore conferma che le emozioni sono universali, da Roma a Tokyo, per passare da Catania fino alle più remote zone del mondo come l’isola di North Sentinel.
Le espressioni del viso, che comunicano un’emozione, sono riscontrabili in tutte le persone del mondo e pertanto uno studio approfondito della materia può aiutare molto, professionisti come psicologi, educatori, insegnanti e leader a scoprire cosa l’altro prova in un determinato momento.
Nel corso della mia vita e della mia carriera professionale ho studiato tanto le microespressioni facciali specializzandomi in questa materia che mi ha affascinato fin dal primo momento; ciò, unito insieme alla mia passione per la psicologia, ha creato il connubio perfetto per poter interpretare al meglio la persona che ho davanti. Le microespressioni facciali durano pochissimo, meno di un quarto di secondo e per scovarle è fondamentale tanto allenamento e direi anche pazienza; ci si allena con video (play and stop continuo fino al riconoscimento dell’espressione) ma soprattutto ci si allena con le persone; una delle persone con cui mi alleno di più, ma lui non lo sa, è mio figlio. Con lui, nel corso degli anni della sua crescita, ho potuto sperimentare tanto e mi ha permesso di acquisire sempre più dimestichezza. L’altro esercizio lo si fa in genere nella vita di tutti i giorni con amici e colleghi di lavoro. Da una semplice curiosità ho scoperto anche quando le persone mentono e quali sono i movimenti del volto che permettono di scoprire se l’altra persona mente o cerca di mentire.
Ekman parla di sette emozioni universali ognuno delle quali viene riprodotto dal volto (le indico in linea generale senza approfondimenti):
- Gioia: viene espressa attraverso gli occhi (le rughe attorno), guance (tendono ad andare verso l’alto)
- Tristezza: gli angoli della bocca tendono ad andare verso il basso e lo sguardo risulta smarrito
- Paura: occhi spalancati, bocca quasi aperta
- Rabbia: labbra serrate (a volte si vedono anche le striature delle labbra quando ci si trattiene), sopracciglia che si incontrano quasi
- Sorpresa: al contrario della rabbia, sopracciglia alzate, bocca aperta, occhi sgranati
- Disgusto: naso e labbra che tendono verso l’alto
- Disprezzo: molto simile al disgusto è principalmente concernente valori e principi personali, un angolo della bocca si comprime e tende ad alzarsi
Tendenzialmente un’espressione vera è bilanciata sul volto (tranne per il disprezzo), è uguale a sinistra e a destra; se è soltanto da un lato c’è una forzatura e quindi non è vera.
Come si applica tutto ciò alle risorse umane e quindi alla gestione delle persone? Il leader come può capire meglio i propri collaboratori e comportarsi di conseguenza?
Ekman introduce il Facial Action Coding System (FACS), strumento cardine della sua ricerca che gli ha permesso di aiutare FBI e istruire la Polizia americana per scovare potenziali assassini e terroristi e a condurre interrogatori. Lo strumento, come detto, si basa sulle microespressioni facciali e permette di fare una mappatura che qui non approfondisco; rimane il concetto di base che, apprese certe informazioni, leader e chi gestisce persone ha la possibilità di poter avere una gestione più accurata. Nello specifico è fondamentale un aspetto importante dato dall’intelligenza emotiva, chi ne è carente ha difficoltà a riconoscere le microespressioni facciali (per questo aspetto è possibile leggere un mio articolo precedente). L’applicazione pratica la troviamo nei colloqui di selezione (per vedere se ciò che è dichiarato corrisponde alla verità), gestione dei collaboratori (riconoscere se l’emozione espressa è vera o se nasconde altro), valutazione delle risorse (assessment), negoziazione, formazione, coaching…I campi di applicazione sono molteplici e, a mio avviso, lo strumento, se ben studiato, risulta essere potentissimo e ricco di opportunità.
Assieme al comparto delle microespressioni, Ekman pone particolare attenzione sul tono della voce e sul linguaggio del corpo; sono indicatori importanti per scovare l’incongruenza tra il detto e come lo si esprime. In generale, quando si è a colloquio con una persona e la si vuole valutare su questi aspetti, è bene creare una linea di base in cui capiamo come l’interlocutore si trova a dire in serenità alcune verità (nome, provenienza, età), da li ogni successiva variazione indica insicurezza, stress o inganno accompagnati quindi da microespressioni, tono della voce e movimenti del corpo. La singola codifica di ogni movimento della parte del volto attiva un’unità di azione e attraverso la codifica del FACS si traduce in una identificazione concreta di ciò che il soggetto intende “realmente” esprimere.
Nella mia esperienza ho maturato tantissime occasioni di vedere bugie e menzogne palesemente e qualcuno accorgendosene mi ha anche preso in giro dicendo che avrebbe alzato gli occhi al cielo per depistarmi, non sapeva che aveva soltanto comprovato quanto avevo correttamente individuato: una menzogna.
Come tutte le teorie, scientifiche o meno, anche Ekman è stato criticato, infatti in varie occasioni e come chiarimento dichiara che le microespressioni non sono una prova di menzogna ma un segnale emotivo dato dall’incongruenza tra il detto e ciò che si prova – non esiste un singolo segnale di menzogna ma una serie di segnali che, come detto sopra, contribuiscono al risultato finale.
Ekman è stato uno scienziato famoso in tutto il mondo, come dicevo ha collaborato con FBI e Polizia americana, collabora con aziende di alto livello in tutto il mondo ed ha creato una scuola dove insegna questa materia. E’ stata anche fatta una serie televisiva, “Lie to me”, che ha riscosso un certo successo e che ha permesso ad Ekman di sponsorizzare ancora di più il suo lavoro. Tra i libri che consiglio ci sono i seguenti (tradotti in italiano):
- Giù la maschera. Come riconoscere le emozioni dall’espressione del viso. Ekman & Friesen
- Te lo leggo in faccia. Riconoscere le emozioni anche quando sono nascoste. Ekman
- I volti della menzogna. Ekman